L'ambientazione - il background dei RinneGatti - è quella di un mondo nel quale l'uomo si è estinto, e solo i gatti sono rimasti a popolare il pianeta.
Inutile dire che, per ogni vignettista, l'amore per il soggetto che si rappresenta è essenziale e meno "occasionale" di quello di un pittore. Il pittore solitamente si appassiona ad un soggetto pe il tempo necessario alla raffigurazione. Il vignettista, al contrario, si specializza nella messa in scena di un solo mondo, ruotante attorno a uno o più personaggi principali, al quale dedica la sua intera vita professionale. Il lavoro crudo, per una volta, non esclude amore e passione. Perché? Semplicemente per la ragione che questo amore, questa passione, sono qualcosa che precede, e che nelle vignette trova espressione.
Quando c'è affetto per il soggetto, è evidente che sono soprattutto quei medesimi difetti altrui, che senza l'affetto risulterebbero più o meno insopportabili, a occupare la scena. Questo perché la capacità di tollerare - senza sforzo, anzi! - i difetti dell'altro fornisce a se stessi la prova più lampante - e inconsciamente rassicurante - del proprio affetto. Nel caso degli animali, poi, - ma anche dei bambini - i difetti sono talmente legati alla loro specifica natura, da renderli piuttosto un tesoro con il quale alimentare l'affetto per loro.
Ecco perché non deve sorprendere che le strisce de "I RinneGatti" si soffermino più che altro sui difetti dei gatti, che li rendono unici ai nostri occhi, così simili a noi eppur così diversi. La loro ambizione è quella di mettere in scena il mondo felino per come è, certo stante l'accentuazione comica. La qual accentuazione comica è, nel caso dell'accostamento al mondo dei gatti, molto più vicina alla descrizione che non a una trasfigurazione che ha in mente il mondo umano. A "I RinneGatti" non interessano l'uomo e il suo mondo. Lo stesso spirito indipendente dei gatti è un tratto che, nella maggior parte dei vignettisti, viene evocato quasi sempre non per sincera ammirazione della natura felina, quanto per arbitraria distillazione di un tratto (romantico, nel caso del gatto che guarda alla luna; giocoso, nel caso del gatto che si trastulla con il gomitolo, ecc. ecc.) che si desidererebbe tanto poter appiccicare alla propria natura di uomo.
L'ammirazione per l'indipendenza dei gatti è allora in realtà invidia per una condizione che l'uomo sa di aver perso per sempre, sulla via senza ritorno della sua socializzazione, e che i gatti possiedono invece congenitamente e invariabilmente.
Certo loro sfuggiranno sempre alla nostra voglia di controllo, di predominio e di sintesi. Riconoscere ai gatti l'inviolabilità di questa loro caratteristica che è l'indipendenza dall'uomo - che il contatto con l'uomo mai potrà cancellare - è il modo migliore per far loro tributo con sincerità di tutta l'ammirazione che meritano. E per amarli, non a dispetto di questo loro "difetto", ma proprio in virtù di esso.
NOTA: in alcune strisce de "I RinneGatti" appaiono gatti realmente esistiti, che hanno popolato per anni la mia casa e che ora non ci sono più. I miei gioielli, che voglio così ricordare.

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