giovedì 19 agosto 2010

"EMERITO". E IL MERITO?

E' morto il presidente "emerito" della Repubblica Francesco Cossiga.

Cossiga è "emerito" tanto quanto l'accozzaglia di farabutti che popola il Parlamento è "onorevole". Il normale cittadino non dovrebbe prestare troppa
attenzione agli elogi che la classe dirigente si autoattribuisce nella forma di titoli onorifici più o meno ufficiosi a cui fanno da grancassa i mezzi di
informazione. Pensate a tutte le volte che vi siete guardati allo specchio dopo una notte brava e insonne e vi siete detti a mò di autosuggestione: "Uè, quanto sei bello e in forma stamattina"...

Recentemente sul "Fatto", Nando Dalla Chiesa ha affermato che non si presterà a parlar male di Cossiga morto, perché sarebbe come perpetrare la prassi di ingiurie post-mortem di cui l'"emerito" era maestro. Di fatto, Cossiga ha quasi in ciò inaugurato, forse anche prima di Berlusconi, una tradizione, perché prima di lui le nostre istituzioni, anche se già piegate ai voleri della mafia, un pò di rispetto per la morte di servitori dello Stato, se non dei servitori stessi, la esibivano. Io non sono d'accordo con Dalla Chiesa, perché per parlare male di Cossiga dopo la sua morte basterebbe dire la verità su quello che è stato in vita.

Mi rendo conto che non si può ridurre tutto a questo, ma Cossiga era probabilmente un insano, una persona con una nevrastenia latente, che nulla di buono ha fatto per l'Italia e che molto di male ha detto.
Fortunatamente, la sua nevrosi non ha prodotto i danni che avrebbe potuto, dato lo scarso spessore di un politico che in un altro paese non sarebbe stato tale, e che in Italia non ha lasciato altro segno che i caduchi strascichi di dichiarazioni farneticanti.
Come politico, è chiaro che deve aver saputo molte cose sui misteri d'Italia, anche per gli incarichi che ricoprì, ma come lui tanti altri, e volendo credere che il "personaggio Cossiga" sia stato tale solo negli ultimi 20 anni della storia politica d'Italia e non anche prima, allora viene da pensare che se in tale periodo avesse svuotato il sacco delle cose che sapeva, queste sarebbero state dismesse come le solite "stronzate" che dice Cossiga. Se le avesse dette più di 20 anni fa, però ... chissà.

In una sola occasione non ho avuti dubbi sul fatto che Cossiga dicesse la verità: fu quando, in una intervista - penso al Corriere - disse che lui per ogni editoriale pubblicato sul giornale prendeva mille euro. Quando ancora oggi ci penso mi dico, prendendomi per il culo: "Bé, anche tu quando concludi la fatica di un post del tuo blog, ti paghi una bella birra al bar."

Quando si dice: la soddisfazione di non essere appellati "emeriti".

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